Impronte Fluide

Isabella Rigamonti

“Ogni angelo è tremendo” diceva Rainer Maria Rilke, figure di una pienezza cui l’essere umano ambisce ma alla quale non può – pena l’annientamento della sua essenza più profonda – in alcun modo partecipare: desiderio, non possesso. Sartre, più prosaico ma concorde con Rilke, dirà che “l’uomo è l’essere attraverso il quale il nulla viene al mondo”. È una tensione conoscitiva profondamente e autenticamente umana: desiderio di verità e stabilità quanto persistere del dubbio e della mancanza; frizione tra Ideale e imprevedibile varietà della vita. “Tutto mi si disgregava in parti, e le parti di nuovo in parti; e nulla si lasciava più abbracciare” lamenta Lord Chandos nella lettera a lui fintamente attribuita da Hofmannsthal, perché davanti all’infinita ricchezza e lontananza del reale, a risentirne è in primo luogo la fiducia nella Forma e nella capacità di questa di raccogliere l’immensa varietà del mondo in modo stabile e significativo. Troppo vicino al nucleo ardente delle cose, Lord Chandos, un tempo poeta, non riesce più a scrivere: le parole “si disfavano in bocca come funghi avvizziti”.

Il percorso di Isabella Rigamonti parte da qui, da questa frattura e da questa sensibilità, accogliendo nel suo lavoro sia la riflessione sulla capacità della forma di farsi veicolo di valori tanto umani quanto estetici, sia la visione di una realtà – ed è tutt’altro che scontato in ambito fotografico – mai stolida e meccanicamente registrata dal processo ottico della macchina fotografica.

Estratto dal testo a presentazione del catalogo a cura di Danilo Gatti

FMArt Studio Contemporary Art
Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.